Come distruggere la nostra storia: istruzioni per l’uso!

Rudere casa colonica ONC - ambulatorio veterinario

Rudere casa colonica ONC - ambulatorio veterinario

Pontiniaweb è nato da quasi un lustro dalla consapevolezza di una scarsa attenzione e cultura per valorizzare e comprendere Pontinia e la natura del territorio dove sorge mortificato dall’ignoranza, la causa di tutte le intolleranze, orfano di una coscienza civica volta a migliorare la qualità della vita e migliorare il paese ed i suoi cittadini offrendo servizi e strutture di immediata utilità ed accessibilità. Un esempio per comprendere meglio il sentore che ci anima è il destino, ormai segnato, di una casa colonica risalente alla fondazione di Pontinia inghiottita nella maglia urbana di Pontinia.

Il casolare si trova a poche centinaia di metri dal municipio e dalla Chiesa ed è adiacente al campo sportivo comunale. L’incuria e l’abbandono imputabili alla proprietà hanno seriamente compromesso il manufatto che versa in uno stato di abbandono e degrado da diversi decenni e a giudicare dalle gru smontate che giacciono tutto intorno al manufatto sembra che la demolizione sia cosa certa che da un certo punto di vista è anche opportuna per riqualificare quella zona dal degrado in cui versa da moltissimi anni.

La riflessione di pontiniaweb, tuttavia, parte dalla considerazione che tale manufatto debba essere salvato e consegnato alla città in quanto restituisce la dimensione storica della vocazione rurale del territorio dove sorge Pontinia e costituisce uno dei suoi cromosomi. La casa colonica, infatti, è la ragione fondante per cui furono edificate le città ed i borghi, definiti di servizio, nell’agro pontino proprio per soddisfare le esigenze di tutte quelle famiglie che furono insediate nell’agro pontino per coltivare la terra ed allevare il bestiame nei c.d poderi dove la casa colonica costituiva, con la sua stalla annessa ed il forno, l’epicentro.

La recente ristrutturazione e riqualificazione del serbatoio idrico espressione piú caratteristica dell’architettura razionalista ed il recupero del valore di certa architettura promossa da pontiniaweb.it per comprendere ed apprezzare meglio Pontinia non puó trascurare, se non addirittura dimenticare, la casa colonica in predicato la cui acquisizione consentirebbe, nelle intenzioni di pontiniaweb, di ricreare l’originaria ambientazione della vita nella casa colonica con cimeli dell’epoca, in parte raccolti durante la campagna di acquisizione reperti per l’istituendo museo civico, mezzi agricoli d’epoca, suppellettili, arredi molti dei quali esposti nel museo di Pana delle Orme a b.go Faiti ( comune di Latina). L’operazione, secondo gli autori di Pontiniaweb.it, consentirebbe un valido ed efficace recupero della memoria storica di Pontinia per consolidare ed aumentare quella consapevolezza e coscienza civica di cui Pontinia, per la sua giovane storia e crogiuolo di tradizioni e provenienze etnografiche, drammaticamente soffre.

Una sorta di camera del tempo, dunque, ferma a 75 anni or sono che nel tempo acquisterá sempre più valore e che ricordi perchè Pontinia esiste e perchè è stata fondata con l’indubbio valore di poter osservare oggetti, arredi, suppellettili non in finte scenografie o dentro teche e vetrine di un museo ma direttamente nel luogo in cui vennero usate e vissute calandosi in una esperienza immersiva davvero coinvolgente e che costituirebbe un sicuro pregio e vanto per Pontinia, tra le prime a compiere una simile iniziativa. Il manufatto, inoltre, ha un ulteriore valore aggiunto che si evince dai resti di una scritta sull’intonaco posta sul retro del rudere in parte ancora visibile e leggibile nelle fotografie che pontiniaweb ha voluto realizzare per conservare traccia e memoria in un prospettiva di una prossima demolizione :-(

La scritta recita: “Opera Nazionale Comba.ti” che cince l’arco superiore di una circonferenza dove è inscritta una croce rossa e sotto la didascalia “ambulatorio veterinario”. La scritta, secondo pontiniaweb.it, non è coeva alla fondazione del comune di Pontinia mancando la simbologia fascista sia dello stemma dell’Opera Nazionale Combattenti che propria del regime. Verosimilmente la destinazione d’uso di questa casa colonica ad ambulatorio veterinario è successiva alla caduta del regime fascista sebbene alcune testimonianze raccolte da pontiniaweb.it indicano che un uso sanitario di quell’edificio era consueto anche durante il deposto regime fascista. Al momento pontiniaweb non ha potuto verificare con riscontri documentali quanto indicato e pertanto ci basiamo, per il momento, sulla mera osservazione. Osservazione che restituisce, tuttavia, una sopresa. Ad un osservatore attento non potrà sfuggire che il deterioramento dell’intonaco rivela sotto la scritta sopra citata un’altra iscrizione muraria di cui sono appena leggibili alcune lettere “V..N…ERE” ovvero “VINCERE” questa si se non coeva alla fondazione di Pontinia ma sicuramente alla vigilia e durante il secondo conflitto bellico.

 

Forse anche per queste ultime considerazioni almeno un tentativo di recupero andrebbe provato dagli amministratori non foss’altro per averci “solo” provato e mettersi a posto la coscienza…. non quella civica ancora lungi dall’arrivare.

Pontiniaweb intende scuotere coscienze e contribuire ad animare un dibattito su queste tematiche che deve essere finalizzato, comunque, ad un risultato e non sterile e fine a se stesso perché altrimenti inutile e noioso. Se l’idea di Pontiniaweb di un recupero conservativo per le finalità sopra descritte di una casa colonica fosse sposata con convinzione e condivisa non solo con la “nuova” amministrazione comunale ma con i cittadini ed il mondo dell’associazionismo qualche possibilità in più potrebbe esserci.

Una seconda possibilità

Pontinia - casa colonica ONC ex podere Ragazzi

Pontinia - casa colonica ONC ex podere Ragazzi


Un’altro casolare, che conserva ancora il colore azzurrino originale, versa in stato di abbandono da alcuni decenni sempre lungo via Leonardo da Vinci, ovvero il tratto della migliara 48 che attraversa Pontinia, a qualche centinaia di metri da quello sopra descritto e non ci risultano, ancora, mire palazzinare sebbene quel casale con la relativa corte a breve verrà inglobato nell’espansione del quartiere che sorge a ridosso e dove si è costruito molto negli ultimi dieci anni; è solo questione di tempo quindi, abbiamo una seconda possibilità vogliamo provarci oppure immoliamo sull’altare dei palazzi spesso di scarsa qualità progettuale senza uno stile e votati quasi esclusivamente al profitto visto i prezzi che se li fanno pagare?!

Comments

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apr 01, 2012
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Sarebbe bello se… | pontiniaweb

[…] avviati in piazza Kennedy sono un esempio di come a Pontinia regni il deserto di senso. Nel primo caso rimandiamo ad un articolo già scritto, nel secondo ci limitiamo a dire che sarebbe bello se i due progetti, appartenenti a soggetti […]

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ago 02, 2011
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Graziano Lanzidei

Antò, ma un incontro a tal proposito si può fare? Diversi sono gli artisti che si vorrebbero mobilitare per una cosa del genere? Che dici?

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ago 16, 2011
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Antonio Rossi

Penso che una dimostrazione artistica a tema per sensibilizzare ma anche per informare sia doverosa ma non sono in grado di mobilitarmi e/o propormi come vorrei per i recenti e lieti eventi di incremento nucleo familiare giunto ormai a quota 4!

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ago 02, 2011
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Graziano Lanzidei

Antò, pienamente d’accordo con quello che hai scritto. Mi dispiace pure che un direttore di Museo, ritenuto con curriculum idoneo, venga trattato peggio degli interinali dei call center. La storia, in questo modo, viene mortificata. Ma perché non fare un museo ‘vivente’ con un podere restaurato e attrezzato? Da parte mia, pieno sostegno per questa battaglia. Anzi, domani la lancio su La Provincia.

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ago 02, 2011
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Antonio Rossi

Grazie per la solidarietà abbiamo bisogno di sensibilità e voci, come la tua, per contribuire a destare lo coscienze e le conoscenze sul valore del territorio che abitiamo dove pensiamo che tutto ci è dovuto ma invece ci è stato dato con il sacrificio, le sofferenze, il lavoro. Almeno un podere all’interno della maglia urbana di Pontinia lasciamelo per allestire, come indicato nell’articolo, una rappresentazione di come era la vita che si svolgeva in quelle case, il vero cuore pulsante dell’agro pontino, tra arredi, utensili d’epoca per ricordare e non scordare chi eravamo per capire meglio chi siamo e dove siamo.Uno spazio per la memoria che può essere utilizzato per educare ma anche per divertire con intelligenza.

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