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Pontinia LEGO: la (ri)fondazione di Pontinia con i mattoncini LEGO I mattoncini LEGO per conoscere meglio e scoprire tutti i dettagli degli edifici appartenenti al nucleo storico della fondazione di Pontinia e comprendere i canoni dell'architettura razionalista. E' questo il valore dell'iniziativa del portale internet pontiniaweb.it, il progetto on-line per promuovere e conoscere Pontinia sul web, che lancia questa nuova campagna, insieme a quella del QR-CODE, per conoscere meglio Pontinia, la sua storia e promuovere quella cultura del territorio foriera di rispetto ed attenzione dello stesso. [continua...]
QR-CODE: Pontinia città museo In occasione delle celebrazioni per il 75° anniversario della fondazione della città di Pontinia, la DELTAEFFE di Latina in collaborazione con il portale internet pontiniaweb.it ed il patrocinio dell'assessorato alla cultura del Comune di Pontinia, in via sperimentale, hanno realizzato un'inedita iniziativa per promuovere conoscenza, valore, cultura, e consolidare quella consapevolezza per apprezzare e rispettare il territorio e la cittadina di Pontinia attraverso la sua storia e curiosità, avvantaggiandosi dell’interazione tra telefono cellulare ed Internet in un’esperienza d’uso interattiva e contestuale al territorio. [continua...]
Donazione all’istituendo museo civico di Pontinia Antonio Rossi, fondatore del portale pontiniaweb.it, ha acquisito negli anni una cospicua ed organica raccolta di giornali, riviste, fotografie, cartoline ed altro materiale propagandistico risalente all'epoca della fondazione ed inaugurazione del Comune di Pontinia, terza città di fondazione dell'agro redento. La raccolta di questo ed altro materiale ha costituito, unitamente alle pubblicazioni e documento consultati, il fondamento storiografico sul quale sono basati gli articoli pubblicati sul portale internet pontiniaweb.it. [continua...]

La fonte della palude

La fonte della Palude

La fonte della Palude

Fontana decorativa da costruirsi in Pontinia su progetto dell’Arch. Frezzotti Oriolo e sculture del Prof. Duilio Cambelotti

“La fontana ideata a completamento della sistemazione del piano regolatore, situata al centro della Piazza Comunale, e propriamente in asse con la torre del Comune e del viale che porta alla Chiesa [quest’ultima affermazione risulterebbe imprecisa in quanto il viale che conduce alla Chiesa è perpendicolare alla struttura del fontanile, dunque laterale, e pertanto non in asse soprattutto nel senso della torre civica (n.d.a.)], è così formata:

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Dono della bandiera al comune di Pontinia

Custodia della bandiera donata a Pontinia da Tortona

Custodia della bandiera donata a Pontinia da Tortona

Tortona il 18 Diemre 1935 fu invitata come madrina alla manifestazione di inaugurazione della città di Pontinia, per la sua storia antica e per i suoi eccezionali personaggi. La rappresentanza tortonese era capeggiata dal Podestà di Tortona e dal Vice Presidente della Società Storica Tortonense, unitamente a tre valletti che facevano da scorta al Gonfalone civico ed alla Bandiera nazionale che Tortona aveva ha offerto in dono alla giovane Pontinia.

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Cronache dai giornali dell'epoca

In questo articolo gli autori di pontiniaweb stanno gradualmente trascrivendo e riportando le fonti mediatiche del tempo con l’intenzione di realizzare una rassegna stampa multimediale, con il supporto non solo dei giornali e ove possibile anche delle relative fotografie, ma  anche delle registrazioni audio e video di quella giornata piovosa del 18 dicembre 1935: fondazione di Poninia.

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Con i pittori nelle paludi Pontine #1

Riportiamo di seguito l’estratto di pertinenza per il territorio di Pontinia di un’interessante studio condotto da Paolo Emilio Trastulli disponibile integralmente qui.

“Il litorale laziale da Passo Oscuro a Terracina era in buona parte caratterizzato dalla presenza di stagni e paludi. Alla destra della foce del Tevere lo sta gno di ponente proseguiva nelle terre paludose di Maccarese, per lo più sottacqua tutto l’anno; sulla sinistra del fiume, nelle vicinanze di Ostia antica , lo stagno di levante nutriva la ricca pineta di Castel Fusano dietro la quale corre fino ad Anzio il lido virgiliano dello sbarco di Enea; da Torre Astura a Terracina la spiaggia segnava il limite occidentale delle Paludi Pontine. Queste occupavano la regione compresa tra il mare e i monti Lepini, attraversata dal lunghissimo rettilineo della via Appia e solcata da rivi, fiumi e canali (Rio Martino; fiumi Sisto, Ufente, Amaseno; Canale delle Volte, per citarne alcuni); dalla tenuta di Conca (tra Cisterna e Torre Astura) fino al lido tra San Felic e e Terracina il paese era coperto dalle macchie di Cisterna e di Terracina. Territorio e paesaggio sembravano usciti dalla creazione ed erano tali da sollecitare ampiamente la fantasia degli artisti, letterati e pittori che fossero. [… omissis…]

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La poesia dei tecnicismi – 1938 Marinetti

Dopo avere bevuto in velocità rombi e tonfi di motori a scoppio batteria di idrovore e motoaratrici fuor dall’incubo delle abolite paludi Pontine immenso prodigio geometrico e policromo di neonate messi sature di sole e fulgidi canali che infilzano l’orizzonte i futuristi Benedetta Brizzi Di Gese Carta Masnata Scrivo Scurto Sibò Trecca illustrano nel salone palestra della G.I.L. di Littoria questi principi

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Le paludi pontine nella letteratura

Statua della Dea Feronia a Cisterna di Latina

Realizzata dallo scultore Ernesto Biondi tra il 1885 ed il 1890, la “Bella Ninfa”, molto probabilmente la Dea Feronia che con il braccio destro innalza un ramoscello d’ulivo, è il simbolo della vittoria della bonifica sulla palude e quindi sulla malaria, rappresentata da una figura demoniaca incatenata e distesa sotto i piedi della dea. La forma tozza creata dai massi di granito e stalattiti del Trentino, allora Impero Asburgico, rappresenta una montagna con grotte e anfratti che emerge dalla palude prosciugata sorreggendo la dea Feronia (marmo h. 210) mentre schiaccia la malaria. space_whtLa base è costituita da una vasca circolare con gradinate. All'interno della vasca ed ai piedi del rilievo erano posti gruppi scultorei rappresentanti giovani pastori e loro bestiame. L'opera, un esempio di "realismo borghese" dell'Ottocento, risentì duramente dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale durante la quale la statua della dea Feronia venne decapita ma presto restaurata

La Feroniade è un poemetto iniziato da Vincenzo Monti nel 1784 in occasione dell’inizio dei lavori delle bonifiche delle Paludi Pontine intraprese da Papa Pio VI , impresa di sistemazione idraulica, immane per l’epoca, che, anche per gli sconvolgimenti politici, fu presto abbandonata. Il poemetto anch’esso interrotto, fu invece a più riprese continuato dal Monti che ci lavorò fino alla morte, quando era tuttora incompleto. Il titolo viene dalla ninfa Feronia, amata da Giove, ma perseguitata dalla gelosa Giunone che trasformò i campi abitati dalla ninfa in una malsana palude. Il poemetto riprende lo stile della poesia didascalico-georgica che aveva avuto un grande sviluppo nel settecento, ma si risolve principalmente in uno spunto per il racconto mitologico.

“La questione della Feroniade sotto il profilo testuale appare molto complicata: gli studiosi del Monti lo sanno. Concepita e avviata negli anni romani, l’opera fu infatti interrotta e ripresa in più occasioni durante il periodo milanese, come variamente attestano pagine dell’epistolario: tra il 1811 e il 1814 (nel triennio successivo e nel 1821 invece è documentata una stasi), ancora nel 1825 e subito in seguito; ma è lasciata incompiuta.1 Scrivendo da Milano a Samuele Jesi il 19 aprile 1827, un anno prima di morire, l’autore esprimeva tutta al sua mestizia per non avere più la forza intellettuale di percorrere l’ultimo esiguo tratto creativo, forse anche solo di una cinquantina di versi, che lo separava dal traguardo.2 Negli anni, anzi nei decenni, di lavorio al poemetto mitologico dovette comportare annodamenti di

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Le paludi pontine: poesia e citazioni

Aleardo Aleardi nel canto “Monte Circello” cita le paludi pontine restituendone una forte immagine poetica. Le Paludi Pontine compongono buona parte dell’Agro Romano; lunghe circa trenta miglia da Cisterna a Terracina; larghe meglio che venticinque da Sezza (Sezze) a Monte Circello (promontorio del Circeo), Secondo Plinio, ivi erano ventitrè città, oltre a innumerevoli ville. Ora la “mal’aria” tiene spopolata quella vasta pianura, la quale in molte parti è feracissima. I soli Sabini e gli Abruzzesi, sfidandone le febbri mortali, ardiscono scendere dai loro rnonti per guadagnarsi un pane colà al tempo della mietitura. La miserabile condizione di que’ mietitori è dipinta energicamente dalla risposta, che mentre io ero a Terracina, mi dicevan data a un viaggiatore. «Come si vive costì?» chiese questi passando. A cui l’Abruzzese: «Signore, si muore.»

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Idee 1,2,3

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Pontinia MEMO

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uno a caso...

L'iscrizione di Teodorico

Nell’androne del casale di Mesa di Pontinia sono state murate alcune iscrizioni e reperti rinvenuti durante i vari interventi di prosciugamento, risanamento e bonifica del’area circostante. Quello di maggior interesse è una lapide celebrativa delle operazioni svolte in questa area durante il regno dell’imperatore Teodorico. L’iscrizione indicata nell’immagine al lato (espandibile) di seguito viene trascritta […]

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Il nuovo Museo dell'Agro Pontino vi aspetta a Pontinia in p.zza J.F. Kennedy - Ulteriori dettagli www.museoagropontino.it

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